fbpx
Seleziona una pagina

All’inizio del 2020, nella mia lista dei buoni propositi, una delle voci che avevo scritto era questa: “cancellare abbonamento Adobe?” (proprio così, col punto interrogativo finale).

Poi ho ricevuto un’email da Adobe che è stata un po’ una doccia fredda e la prima cosa che ho fatto è stata cancellare il punto interrogativo e completare così la frase: “entro il 7 febbraio”.

Sull’onda dell’emotività ho fatto alcune storie su Instagram in cui racconto di quell’email. Se vuoi sentirle le trovi nelle mie storie in evidenza.

L’email di Adobe

Ma cosa c’era scritto in quell’email? In breve mi dicevano questo: “Cara Silvia, il tuo abbonamento annuale a Creative Cloud sta per rinnovarsi, ma dal prossimo mese non pagherai più 36 euro, bensì 61 euro”.

Subito mi sono messa a fare due conti.

61 euro al mese x 12 mesi = 732 euro all’anno
Moltiplicato per una decina di anni circa(*): totale 7.320 euro

*ovvero gli anni che presumibilmente mi separano dal giorno in cui mi trasferirò su un’isola tropicale a godermi la pensione

Sempre che non ci siano altri aumenti, ovviamente! La cifra può solo aumentare.

Mi sono chiesta: ma se li merita Adobe tutti questi soldi da me? Moltiplicato per tutti gli altri 15 milioni di abbonati?

Fatti un po’ di male e dai un’occhiata al grafico degli incassi Adobe dal 2004 al 2019.

Francamente io credo di no, che non se li meriti, ed è per questo che ho dato inizio alla mia personale quest alla ricerca di app alternative a quelle della Creative Cloud.

Comincio con una buona notizia

La prima buona notizia di questo articolo è che se annulli l’abbonamento annuale, Adobe ti regala due mesi di abbonamento a costo zero. Per me è stata come la manna dal cielo perché questo mi ha dato la possibilità di avere non uno, ma tre mesi a disposizione per fare le mie ricerche.

Prendi nota.

Ma insomma Silvia, perché ce l’hai tanto con Adobe?

Da quello che ho letto in diversi articoli sul web, non sono affatto l’unica a essere scontenta di Adobe, ma vorrei spiegarti il mio perché.

Uso Photoshop da metà degli anni 90. A quei tempi, per la grafica vettoriale usavo Macromedia Freehand e per l’impaginazione ho usato prima Aldus Pagemaker (preistoria!) e poi Quark Xpress.

Tra gli anni 90 e i 2000 Adobe ha messo in atto manovre strategiche prepotenti ma indubbiamente efficaci, fagocitando letteralmente la concorrenza attraverso l’acquisizione di società allora leader sul mercato come Aldus, Macromedia e molte altre. Nell’arco di un decennio, Adobe è diventata così un monopolio assoluto nel settore del design.

Chi era un graphic designer in quegli anni ha avuto una percezione netta di quella trasformazione e – chi prima, chi dopo – alla fine tutti abbiamo dovuto accettare la nuova realtà e sottometterci al monopolio di Adobe.

Nel 2012 Adobe ha messo in atto la sua mossa più geniale, introducendo il modello dell’abbonamento, disponibile sia in forma mensile che annuale. E per farci ingoiare meglio la pillola ha puntato tutta la sua comunicazione sull’indiscusso vantaggio per noi utenti, che non avremmo mai più dovuto preoccuparci di scaricare manualmente gli aggiornamenti (wow!)

A quale prezzo avremmo pagato questa transizione, se lo sono chiesto in molti. E la consapevolezza e lo scontento stanno crescendo.

Innovazione chi. Adobe? Naaah

Ma lasciamo da parte il portafoglio e torniamo agli aggiornamenti software. Chi crede veramente che dopo aver fatto terra bruciata attorno a sé Adobe senta la necessità di fare ricerca e di innovare i propri software? Si sa, niente concorrenza, niente innovazione.

Da quanto tempo, ad esempio, Photoshop non se ne esce con una funzione significativamente innovativa? A me sinceramente Photoshop – come del resto InDesign – sembra al 95% uguale alla versione che usavo all’inizio dei 2000, quando potevo ancora definirmi una giovane graphic designer. Voglio dire: già allora c’erano i livelli, c’erano i metodi di fusione, i canali, i tracciati di ritaglio… cos’è cambiato di sostanziale da allora a oggi?

Sempre peggio

Ma non è finita. Nel 2019 Adobe ha contattato i possessori di versioni precedenti del loro software, informandoli che avrebbero dovuto abbonarsi alla CC altrimenti rischiavano di beccarsi una denuncia per violazione di proprietà intellettuale.

Riformulo. I possessori di versioni di Adobe acquistate legalmente anni prima, non solo non avrebbero più beneficiato di nessun aggiornamento, ma sarebbero anche diventati dei fuorilegge.

Un colpo basso, veramente basso.

Standard o non standard?

Inutile negarlo, oggi i software Adobe sono considerati lo standard per tutti i grafici e i creativi. Se provi a mandare un file vettoriale in formato SVG a uno studio grafico qualunque, quello ti guarda inorridito e ti chiede: “E questa che roba è?

Ma come che roba è? SVG (Scalable Vector Graphics) è il formato standard. Non lo è invece AI, il formato Adobe Illustrator, come molti credono.

La convinzione che Adobe sia lo standard deriva dal fatto che i suoi software sono sì perfettamente integrati tra loro, ma non sono per nulla compatibili con nessun altro software.

Finché vivi all’interno della bolla Adobe, tutto ok. Ma appena cerchi di importare un file non Adobe, i problemi cominciano. E perciò uno si convince che sono gli altri software a non funzionare bene.

Ma non è così.

Quali alternative

Di tutti i software della Creative Cloud io ne ho sempre usati quattro: Photoshop (disegno raster e fotoritocco), Illustrator (grafica e disegno vettoriale), inDesign (impaginazione) e Premiere Pro (montaggio video).

Oggi per disegno, grafica e impaginazione esistono diverse alternative e per quanto mi riguarda ho individuato in nelle app Affinity un più che degno successore del pacchetto Adobe.

Le app in questione sono:

  • Affinity Photo per il disegno raster e il fotoritocco
  • Affinity Designer per grafica e disegno vettoriale
  • Affinity Publisher per l’impaginazione

Prove su strada

Nel momento in cui scrivo questo articolo (marzo 2020) ho testato sia Affinity Designer che Affinity Publisher e li trovo eccellenti.

Ho fatto anche delle mini recensioni su queste due app, che puoi trovare nelle mie storie in evidenza. Entro qualche settimana ho intenzione di fare anche la recensione di Affinity Photo, così completo la trilogia.

E ora dimmi

Hai trovato utile questo post? Fammelo sapere qui sotto nei commenti!

E ti chiedo anche: ti piacerebbe se scrivessi un articolo approfondito sulle app Affinity?

GESTI E SCORCIATOIE DI PROCREATE

Controlla l'email! Ti ho mandato un messaggio.