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Introduzione alle entrate passive

Come guadagna un illustratore? Mi sono sentita fare questa domanda tante volte e molto probabilmente anche tu te lo sarai chiesto.

La risposta più comune a questa domanda è che occorre trovarsi dei clienti come editori, aziende o soggetti privati, a cui realizzare illustrazioni su commissione. In realtà le opzioni sono molte di più, ma innanzitutto occorre chiarire che i redditi di un illustratore possono appartenere a due macro gruppi: attivi e passivi.

Nei redditi attivi, che sono generati lavorando attivamente, come appunto nei lavori su commissione, c’è una correlazione diretta tra le ore lavorate e le entrate, Di conseguenza se in un determinato mese lavoriamo molte ore possiamo guadagnare molto, ma possiamo anche non guadagnare nulla se per un certo periodo non riceviamo nessuna commissione. Alzi la mano chi si è trovato almeno una volta in una situazione come questa (io eccome).

Nel caso dei ricavi passivi invece non c’è una correlazione diretta tra tempo e denaro; tuttavia vorrei subito chiarire un equivoco molto frequente: se hai letto o sentito dire che i ricavi passivi si percepiscono senza fare nulla, non è assolutamente vero.

Cosa sono dunque le entrate passive e come si generano?

Le entrate passive sono dei guadagni ricorrenti che derivano da un sistema di risorse che hai creato in precedenza. In sostanza per generare queste entrate devi creare una serie di prodotti digitali – più avanti vediamo quali – e metterli in vendita su una o più piattaforme. Ogni volta che un utente acquista uno dei tuoi prodotti, un sistema automatico provvede a inviare il tuo prodotto all’utente e del denaro a te, senza che tu intervenga attivamente in questa operazione.

Sembra tutto fantastico, ma andiamo un po’ più a fondo. E’ vero che quando crei una risorsa digitale puoi venderla più e più volte, in alcuni casi anche a distanza di anni. Ma perché questo succeda devi creare un prodotto davvero buono e che il mercato voglia veramente, e per fare questo occorre tempo.

Lo dico in modo più diretto, perché non voglio essere quella che ti promette il modo per fare soldi facili con zero sbatti: generare un buon flusso di entrate passive è possibile, ma per farlo devi impegnarti in modo davvero attivo.

Quali sono i vantaggi per un artista, disegnatore o designer?

Di vantaggi ce ne sono diversi, vediamo quali.

  • Stabilità economica. Creerai un nuovo flusso di entrata in aggiunta a quello che hai già; un business è più stabile se può contare su più flussi di entrata. Inoltre tendenzialmente le entrate passive per loro natura sono più costanti nel tempo e meno soggette a picchi e cadute.
  • Flessibilità di tempo. Puoi dedicarti alla creazione di nuovi prodotti approfittando dei momenti in cui il lavoro rallenta o viene a mancare del tutto, ad esempio se un preventivo non viene accettato.
  • Bassi investimenti. Creare prodotti digitali è a costo zero o quasi. Se un tuo prodotto non dovesse vendere, non avrai perso denaro.
  • Serenità. Puoi contare sul fatto che arriverà denaro nel tuo conto corrente anche mentre sei in vacanza o se hai bisogno di prenderti un periodo di pausa per motivi personali, familiari o di salute.
  • Autostima. Uno dei vantaggi più sottovalutati ma forse il mio preferito è che non avrai più paura a rifiutare commissioni mal pagate o poco interessanti. Sarai tu a decidere con chi lavorare e a stabilire i prezzi e la tua autostima ringrazierà.

 

E gli svantaggi?

Come ormai hai capito ci sono anche quelli! Ecco quelli che ho potuto sperimentare.

  • Nessuna garanzia. Occorre investire tempo soprattutto all’inizio. Nel mio caso i primi veri risultati sono arrivati dopo circa 6-8 mesi in cui ho iniziato a impegnarmi veramente, tuttavia non ci sono regole né effettive garanzie di risultato.
  • Bisogna essere analitici. Prima di creare una risorsa da vendere, occorre imparare ad analizzare il mercato (che poi è fatto di persone come me e te), ad ascoltarlo e ad anticipare ciò di cui può avere bisogno.
  • Alcune cose non le puoi controllare. Un po’ come quando un video diventa virale per nessuna ragione comprensibile, il mercato reagisce in modo a volte imprevedibile; perciò potresti trovarti con un prodotto a cui credevi tantissimo che nessuno compra, o a un altro su cui non avresti scommesso un centesimo che farà impazzire di gioia i tuoi clienti.
  • Non è per tutti. Anche se i tuoi primi esperimenti non riescono come speravi, non ti abbattere, ma cerca di imparare qualcosa da ogni piccolo fallimento. Se sei una persona che prende molto male le delusioni e si abbatte molto facilmente, forse questa strada non fa per te, oppure non è il momento giusto per iniziare.
  • Ci vuole costanza. Quando le cose cominceranno ad andare bene, non fermarti, anzi! Non interrompere il flusso creativo, continua a creare nuove risorse, metti a punto i tuoi sistemi, taglia i rami secchi e vedrai che le cose andranno sempre meglio!

Che tipi di risorse digitali può creare un artista per generare entrate passive?

I prodotti digitali hanno principalmente una caratteristica: possono essere scaricati elettronicamente e di conseguenza non hanno bisogno di essere spediti. Se ti stai chiedendo che genere di prodotti puoi creare, parti dalle conoscenze che hai già e comincia a scrivere una lista di prodotti che potresti realizzare, come ad esempio clipart, pattern ripetibili, template grafici, pennelli digitali, eccetera. Se non sai da che parte cominciare, guarda su Creative Market per trovare ispirazione.

Un’alternativa, molto utile per rompere il ghiaccio, ma non altrettanto redditizia, può essere quella di creare design per siti print on demand: i prodotti finali sono fisici (come ad esempio tazze, tovagliette o shopper) ma tu non ti occupi di aspetti materiali come la produzione, lo stoccaggio in magazzino o la spedizione, ti occupi soltanto di creare le opere grafiche e di caricarle sulla piattaforma che hai scelto, dopodiché tutte le tue entrate saranno passive. Se non sai di cosa sto parlando, dai un’occhiata a Society6 per trovare qualche idea.

Una volta creato il prodotto, in che modo puoi venderlo?

Le scelte possibili sono tante, ma la prima decisione da prendere è se vuoi vendere i tuoi prodotti sul tuo shop oppure fare affidamento a un marketplace. Se usi un marketplace, quest’ultimo si terrà una commissione sulle vendite, ma d’altro canto si occuperà di tutti gli aspetti commerciali e promozionali. Al contrario, se vendi sul tuo shop i guadagni saranno tuoi al 100%, ma oltre a farti carico dei costi per la creazione e la manutenzione dello shop, dovrai anche promuovere attivamente i tuoi prodotti.

Il mio consiglio, se stai iniziando, è di scegliere solo un marketplace e affidarti a quello. Soltanto successivamente, quando avrai cominciato a generare delle buone entrate, puoi valutare se aprire uno shop tutto tuo.

La strada che ho scelto io è questa: prima ho cominciato a vendere prodotti su Creative Market, e solo dopo qualche anno ho aperto il mio shop di pennelli digitali. Ma mentre molti designer preferiscono trasferire tutte le vendite presso il proprio shop proprietario, io ho scelto di mantenere attivi entrambi i canali di vendita; in questo modo posso vendere sia a un pubblico italiano che a un pubblico internazionale, mantenendo separati i due canali.

Si può campare di sole vendite passive?

Sì, si può assolutamente. Nel momento in cui scrivo questo articolo, il mio obiettivo è quello di azzerare completamente ogni tipo di reddito attivo (nel mio caso si tratta di lavori su commissione e di consulenze 1:1). Ma naturalmente la scelta è tua.

Il mio percorso è stato questo: ho iniziato soltanto lavorando su commissione, poi ho cominciato a mettere qualche prodotto digitale qua e là, su diversi marketplace, tanto per tastare il terreno. All’inizio del 2020, complice il lockdown e il fatto che diversi committenti sono spariti nel nulla, ho deciso di impegnarmi ancora più seriamente nella creazione di nuove risorse digitali. Più i miei prodotti avevano un buon riscontro, più mi sentivo incentivata a crearne di nuovi, e dopo alcuni mesi le mie entrate passive sono diventate più che interessanti. A quel punto non ho più potuto ignorarlo: per me e il mio business era cominciato un capitolo completamente nuovo.

Qualche consiglio se vuoi generare le tue prime entrate passive

Che tu sia all’inizio della tua attività o che tu sia già un artista di professione, puoi decidere in qualunque momento di dedicare una parte del tuo tempo a creare le tue prime risorse digitali. Se hai già lavori su commissione, approfitta di ogni momento lento della tua attività per dedicarti a creare nuovi prodotti. Dai a questo progetto la stessa importanza che daresti a un cliente pagante, non considerarla solo un’attività tappabuchi, altrimenti non andrai molto lontano. E non scoraggiarti se i tuoi primi prodotti non dovessero fare molte vendite, perché è normale che capiti, specialmente all’inizio.

Per concludere, il termine “entrata passiva” non mi piace tanto, perché può generare il malinteso che esista qualcosa che ti fa guadagnare tanto senza fare sforzi, ma come abbiamo visto non è così. Per creare un prodotto sopra la media e che si distingua dagli altri occorre dedicare tempo, cura e attenzione ai dettagli. E anche così facendo, come abbiamo già visto non esistono garanzie o formule per il successo.

E’ un gioco di lungo periodo, ma che può darti davvero grandi soddisfazioni.

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Mi chiamo Silvia Bettini e sono un’illustratrice professionista: metto a disposizione le mie competenze artistiche per tirar fuori il tuo talento creativo, migliorare il tuo stile, trasformare la tua passione per il disegno in un vero e proprio mestiere.

Commenti

4 risposte

  1. grazie mille Silvia, come sempre le tue risorse sono veramente utili, e chissà come, arrivano sempre al momento perfetto. E’ da quando ho fatto il tuo corso che penso di sviluppare delle entrate passive, ma ho sempre avuto poco tempo. in questo ultimo periodo le commissioni scarseggiano, mi stavo demoralizzando e invece proverò questa strada!! grazie mille

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